Mirai al MotoGp di Misano, le autorità di San Marino sulla Toyota a idrogen

Quando si parla di auto a zero emissioni, e in particolare di quelle alimentate a idrogeno, la prima impressione, tra la gente comune, è che si parli di cose astratte, di là da venire, qualcosa che arriverà in futuro. Ma le cose non stanno così. O meglio: il discorso sulle cose da realizzare in futuro riguarda esclusivamente la realizzazione di impianti di distribuzione dell’idrogeno.

La tecnologia invece esiste già, le auto a idrogeno non sono prototipi avveniristici ma realtà consolidate. E c’è chi sta avanti, molto avanti, in questo campo. Come la Toyota, che ha fatto della Mirai (traduzione dal giapponese: Futuro) la bandiera dell’innovazione portata nel presente.

Passerella mondiale. La Mirai è la prima berlina di serie (quasi 5 metri; comoda, spaziosa, elegante) alimentata a idrogeno ed è già commercializzata in alcuni Paesi particolarmente sensibili alla questione ambientale. In Italia, dove c’è un solo distributore adeguato di idrogeno, a Bolzano, è quasi del tutto sconosciuta. E così anche in altri Paesi. Per promuoverne l’immagine e farne conoscere i contenuti all’avanguardia occorre dunque una platea internazionale, la più ampia possibile. Nasce così la decisione di entrare nello spettacolare circo della MotoGP, affidando alle autorità della Repubblica di San Marino una Mirai come auto di rappresentanza del Gran Premio in programma dall’8 al 10 settembre sul circuito di Misano Adriatico.

Collaborazione necessaria. «Abbiamo subito accolto con favore la richiesta pervenutaci dalla Repubblica di San Marino – ha dichiarato Andrea Carlucci, amministratore delegato di Toyota Motor Italia – perché riteniamo estremamente importante e significativo l’interesse delle istituzioni governative nei confronti delle tecnologie volte alla riduzione dell’impatto ambientale sul pianeta. Continueremo a sostenere la tecnologia fuel cell che sta dimostrando un potenziale enorme. Ma affinché questo accada bisognerà costruire, a breve, una stazione di rifornimento. Confidiamo nell’impegno del governo della Repubblica di San Marino, al quale daremo tutto il nostro appoggio».

Piccolo Stato, grandi progetti. Il Segretario di Stato per l’innovazione tecnologica e lo Sport Marco Podeschi, da parte sua, ha dichiarato: «La collaborazione tra Toyota Motor Italia e la Repubblica di San Marino nel settore della mobilità sostenibile, in particolare per i veicoli alimentati a idrogeno, è un elemento rilevante per il futuro del nostro Paese. I veicoli alimentati con questa risorsa sono una delle nuove frontiere per abbattere l’inquinamento. San Marino crede in questa nuova opportunità e, attraverso partnership con i principali player del settore automotive, come Toyota Motor Italia, saranno sviluppati progetti rilevanti».

Le ragioni di una scelta. La partecipazione della Toyota Mirai alla tappa sammarinese della MotoGP offre l’occasione per fare il punto sui piani della Casa giapponese in materia di riduzione delle emissioni nocive e di progressivo distacco dai carburanti tradizionali (benzina e gasolio) a favore dell’idrogeno, che è uno degli elementi più abbondanti dell’universo. Così come fatto per la tecnologia ibrida, anche per quella a idrogeno Toyota si è impegnata per sostenerne la diffusione su larga scala, tanto da aver reso accessibili, a titolo gratuito, 5.680 brevetti per cinque anni. L’idrogeno può essere prodotto dal reforming dei gas naturali, ma anche dalle rinnovabili come l’idroelettrico, il solare, l’eolico ed i bio-rifiuti.

L’auto a zero emissioni e la politica. Dal punto di vista tecnico, la Mirai si avvale del Toyota Fuel Cell System (TFCS) che utilizza un sistema di celle a combustibile di ultima generazione in grado di combinare idrogeno e ossigeno, generando energia elettrica ed emettendo come scarto unicamente vapore acqueo, quindi zero emissioni nocive. In Italia ne circolano pochi esemplari “dimostrativi”, visti i ritardi della pubblica amministrazione nel varare un piano energetico che sostenga la diffusione di veicoli alimentati con carburanti alternativi.

Prospettive incoraggianti. Ciò detto, anche nel nostro Paese la situazione si sta evolvendo e si è finalmente raggiunto un importante traguardo: grazie al recepimento della direttiva per la costruzione di infrastrutture per i combustibili alternativi (DAFI) il governo ha deciso che entro il 2025 dovrà essere costruito un numero adeguato di stazioni nelle quali sarà possibile rifornire i serbatoi a 700 bar in 3 minuti e in tutta sicurezza. “Tutto ciò – ricordano in casa Toyota – sarà però possibile solo quando l’Italia aggiornerà l’obsoleta normativa tecnica di costruzione delle stazioni di rifornimento, come richiesto dalla Direttiva DAFI, e dal decreto che la recepisce”.

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